sabato 29 gennaio 2011

11 febbraio Biblioteca Elsa Morante Ostia ore 18:00




"Pier Paolo Pasolini è stato forse l’intellettuale del Novecento che più d’ogni altro ha diviso l’opinione pubblica. C’è chi lo ha amato e chi lo ha avversato senza riserve. La destra lo detestava per le sue idee e soprattutto per la sua dichiarata omosessualità. La sinistra, che pur lo annoverava tra le sue file, non accettava molte delle sue analisi anticipatrici e ancor meno la sua irriducibile autonomia di pensiero. E anche il mondo cattolico, di fronte alle sue opere, si divideva tra estimatori e detrattori.
Baldoni e Borgna, che pur da posizioni molto diverse ne riconobbero subito la grandezza artistica e l’originalità, ricostruiscono per la prima volta in questo volume a trentacinque anni dalla morte e che si avvale di molte testimonianze inedite ed è frutto di una meticolosa ricerca, la “lunga incomprensione” che caratterizzò i rapporti tra Pasolini e la cultura politica italiana, ma anche l’attenzione con cui molti giovani di tutto il mondo si confrontarono e si confrontano ancora con le sue idee e con il suo lavoro." (da ITALY NEWS)

domenica 12 dicembre 2010

Comunicato Stampa


Volge al termine la quinta edizione del Dialog Festival, opera in rassegna per una città multiculturale, progetto coordinato dall’associazione Le Sirene

Dopo gli ultimi due spettacoli dal vivo di teatro e intercultura svoltisi nella scorsa settimana a Roma presso Affabulazione (Mande Djara) e a Frascati presso le scuderie Aldobrandini (Faden Kele) volge al termine la quinta edizione del Dialog Festival.L’associazione Le Sirene intende ringraziare tutte le persone, organizzazioni ed enti pubblici che hanno collaborato al successo di questa iniziativa, orientata a concepire l’arte come strumento principale di sensibilizzazione e formazione all’ intercultura.

I settori del festival hanno coinvolto diverse persone ed organizzazioni sviluppando molteplici temi (cultura Rom e integrazione, Teatro e processi di pace nei Balcani, miti e conflitti dell’Africa occidentale, processi di formazione all’intercultura, identità negata e oppressa).

In particolare l’associazione ha lavorato in rete con: Semi di carta, Ce.a.s., l’Ass.Cult. Affabulazione, CETEC, Note di Colore, Efo & Awa Onlus, la Differenza, Amnesty International, Il parco letterario Publio Virgilio Marone, gli educatori Ghislaine Sacuto, la regista Pamela Toscano, e con operatori di diversa professionalità ed esperienza (Emiliano e Maurizio Bartolucci, Giovanni Greco, Enrico Venturini, Giorgia Celli, Giuliano Lucarini, Simone Perra, Mario Amendola, Monia Franceschini). Numerosi gli immigrati coinvolti nelle produzioni di spettacoli dal vivo e nella gestione dei laboratori tra cui Mamadou Fofana e i Metis Mandingue dal Mali e Costa d’Avorio, e l’attore e mediatore interculturale Abou Tourè che ha operato anche come assistente al coordinamento e che risiede ed opera professionalmente sul nostro territorio. Il responsabile del progetto è stato Filippo Lange. Il progetto è stato possibile grazie al contributo della Regione Lazio Assessorato alla cultura arte e Sport e alla Provincia di Roma, assessorato alla cultura.

La rassegna si chiuderà formalmente nel mese di gennaio 2011 con gli ultimi laboratori nelle scuole elementari di Ladispoli, Roma e Pomezia. La formazione realizzata con educatori italiani e stranieri è infatti una scelta strategica per abbattere stereotipi e pregiudizi e promuovere una cultura dell’ascolto e della conoscenza.


martedì 7 dicembre 2010

Dialog Festival 2010 "MANDE' DJARA" opera mandingo

CENTRO CULTURALE AFFABULAZIONE 4 E 5 DICEMBRE 2010

da sinistra: Pamela Toscano, Abou Tourè, Filippo Lange e Maurizio Bartolucci
Foto: Emiliano Bartolucci










lunedì 29 novembre 2010

Dialog Festival "Mandè Djara" Opera Mandingo e cena africana

L'Ass.ne Le Sirene è lieta di presentare, nell'ambito del Dialog Festival 2010, lo spettacolo di teatro e musica "Mandè Djara (Dans l’Art des Griots de la cour de Sogolon)", opera mandingo, con testo e regia di Pamela Toscano e Abou Tourè. Sabato 4 dicembre (con cena africana a cura di Efo & Awa Onlus dalle ore 19:30 sottoscrizione 10€) e domenica 5 Dicembre alle ore 21.00 (ingresso a sottoscrizione libera) presso il Centro Culturale Affabulazione.
L’opera vuole essere una grande metafora. Al di là della provenienza geografica e culturale celebra un passato denso di poesia e senso. Ogni popolo ha conosciuto la sua età dell’oro, quando la parola creava la realtà e l’uomo viveva in simbiosi con la natura e il mondo invisibile. Il popolo mandingo può diventare genere umano.
Il griot, il cantastorie, l’artigiano della parola magica che crea la realtà, è depositario dei segreti della memoria collettiva. Immigrato, misconosciuto, clandestino, ha perso il suo ruolo sociale, ma non la sua natura profonda. Allora tenta, con una non celata ironia che viene dalla consapevolezza, di risvegliare i ricordi delle glorie passate. Si rivolge a tutti, attori e spettatori.
Un impianto moderno, dove una compagnia composta da artisti africani (Costa d’Avorio, Burkina faso, Senegal), insieme con artisti italiani dichiara il gioco teatrale e racconta la storia di Sogolon la brutta e il figlio Sundjata, partendo dalla diatriba nata alla morte del re Maghan. La musica aggiunge un ulteriore livello di comprensione, le musiche e i canti tradizionali vengono interpretati dall’avanguardia della musica elettronica e d’improvvisazione."Mandè Djarà" non è un rimpianto nostalgico del passato perduto, ma un invito a riconoscere i sensi nascosti dalle macerie dell’evoluzione.

AFFABULAZIONE
Piazza Marco Vipsanio Agrippa, 7h Ostia Lido (Roma)
Info e prenotazioni: 06 45432479 - 3495026538

martedì 16 novembre 2010

Dialog Festival 2010: Stage di percussioni africane con Ahmed Fofana RITMI MANDINGUE dalla tradizione alla modernità


Ass. Le Sirene Dialog Festival 2010 presenta lo Stage di percussioni africane con Ahmed Fofana RITMI MANDINGUE dalla tradizione alla modernità


L'Ass.ne Le Sirene è lieta di presentare, nell'ambito della quinta edizione del Dialog Festival, lo stage di percussioni africane con Ahmed Fofana che si terrà domenica 21 novembre dalle 16 alle 20 presso il CFP P.P.Pasolini in

Via Domenico Baffigo 143 ad Ostia.

Ahmed Fofana è nato da una famiglia griot del Mali ed è stato educato in seno alla tradizione musicale e culturaleMandingue. Artista poliedrico e di fama internazionale, suona diversi strumenti tradizionali (flauto, kora, balafon, percussioni) aprendosi alle sonorità della musica moderna.

Nel workshop saranno esaminati alcuni ritmi tradizionali dal Mali,Burkina Faso, Senegal , Guinea, Costa d'Avorio e Congo. Ahmed Fofana ha collaborato con Bjork, Ray Lema, Damon Albarn,Elíades Ochoa, Cheick Tidiane Seck, Les Go de Koteba, VieuxFarka Touré, Manjul. E’ il leader del gruppo Metis Mandingue e dirige l’orchestra di Toumani Diabate

Info e prenotazioni : 3286980126

mercoledì 10 novembre 2010

Dialog Festival: "Io è un altro" a cura di Giovanni Greco

Conferenza-spettacolo Io è un altro - l'identità negata a cura di Giovanni Greco

Piazza Guglielmo Marconi,3 Frascati

Sala degli specchi

Venerdi 19 novembre ore 17.30 – ingresso libero

L’idea che sta alla base di questo work in progress (che diventerà uno spettacolo e un documentario) è stata quella di indagare 'sul campo' un tema antico quanto il teatro, se non quanto l’umanità, che è quello dell’identità.

Il tema ha trovato infinite declinazioni e rivisitazioni, ma certo non ancora una definizione ultima: al ritorno da Buenos Aires quello che questo viaggio circoscrive è un punto di vista molto specifico, apparentemente localistico (la questione dei desaparecidos argentini), nell’ottica però di una prospettiva universale, di una possibilità di affermare la fragilità dell’essere così e non un altro, a partire da una vicenda drammatica e ancora per certi versi irrisolta.

Negli ultimi decenni, a seguito della fine della dittatura militare in Argentina (1978-1982), tra le molte nefandezze di varia natura messe in atto dal regime in quegli anni e venute alla luce, si è avuto a che fare con un fenomeno molto particolare. Grazie all’opera delle Nonne e delle Madri di Plaza de Mayo che, negli anni, non hanno mai smesso di sensibilizzare sul tema della scomparsa dei loro figli, si è venuti in contatto con una realtà poco nota e per certi versi sconvolgente. Abbandonata l’impossibile ricerca dei figli, dopo alcuni anni, le madri non si sono date per vinte e si sono messe alla ricerca dei nipoti. Questo è stato possibile perché i militari che sequestravano, torturavano e poi facevano ‘sparire’ i vari oppositori, nel caso si
trovassero davanti a donne incinta, prima di disfarsene, le facevano partorire nei campi di concentramento dove le tenevano prigioniere e poi affidavano i neonati a famiglie di altri militari che volevano un figlio e magari non potevano averne o che potessero prendersi cura del bambino/a rimasto/a senza i genitori naturali nella totale impunità e nel totale anonimato. La testardaggine delle Madri (Madres), nel frattempo diventate Nonne (Abuelas), e l’aiuto della tecnologia genetica nonché alcuni atti legislativi dei nuovi governi democratici argentini, successivi alla caduta della dittatura, hanno permesso, a
parecchie decine di ragazzi e ragazze di scoprirsi cresciute in famiglie 'abusive', alla magistratura di perseguire i crimini gravissimi commessi da queste famiglie, che però il più delle volte sono riuscite a farla franca, scappando grazie a complicità e sotterfugi, a un paese di cominciare a fare davvero i conti con il proprio passato.

Lo spettacolo-inchiesta che nascerà da questo viaggio si basa proprio su alcune di queste storie. Il 19 a Frascati andrà in scena la prima tappa in forma di racconto di un percorso che cercherà in termini teatrali di mettere insieme il punto di vista dei ragazzi 'ritrovati' con quello delle nonne, il punto di vista della vittima che non sapeva di essere vittima e il punto di vista della madre/nonna che non si arrende davanti a nessun ostacolo. Il lavoro si avvarrà del tanto materiale documentario disponibile e raccolto sul campo durante la permanenza a Buenos Aires, ma non si limiterà a metterlo insieme come atto di denuncia di un orribile misfatto, un vero e proprio crimine contro l’umanità, bensì proverà a trasporre su un piano più generale la questione della sofferenza della scoperta del sé come momento irrinunciabile dello sviluppo umano, individuale e collettivo, anche e forse proprio quando viene negato o censurato.

L’iniziativa si inserisci nella quinta edizione del Dialog Festival, iniziativa curata dall’associazione Le Sirene e realizzata con il contributo della Regione Lazio, assessorato Cultura, arte e sport.

Infoline: giovannigreco6@gmail.com

venerdì 29 ottobre 2010

Un teatro per Mostar


"Alcuni anni fa, a seguito della guerra in Bosnia, il Teatro Nazionale di Mostar sospese le sue attività. Nonostante la struttura sia stata riaperta dopo il conflitto la sua vita non è stata facile fino a dover chiudere i battenti alcuni mesi orsono. Si è perso così un luogo di cultura e socialità fondamentale per la pacifica convivenza in quei luoghi. La nostra Associazione ritiene importante aderire all'appello internazionale che ne chiede la riapertura e vuole impegnarsi, insieme ai cittadini ed agli artisti che lo stanno diffondendo, affinchè il teatro torni a vivere e a far sognare i cittadini di Mostar"



INCONTRO CON :Maurizio Bartolucci Presidente Associazione Le Sirene

Cecilia D'Elia Assessore alle Politiche Culturali della Provincia

Gradimir Gojer Direttore del Teatro Nazionale di Sarajevo



"LA CUSTODE, NECROLOGIO PER UN TEATRO"Lettura tratta dall'omonimo dramma di Sarah Zuhra Lukanic

Con Giovanni Greco
Interventi musicali e video

Martedì 9 novembre ore 17.30

Teatro Nuovo Colosseo
Via Capo D'Africa, 29

INGRESSO LIBERO